Organizzato o disorganizzato, come ti senti al lavoro?

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Essere organizzati è una competenza trasversale fondamentale. È una competenza che in pochi posseggono e che in nessun contesto formativo o professionale viene fatta oggetto di insegnamento. È soprattutto l’organizzazione personale a pagare il conto di tale scelta culturale salvo ritrovarsi a fare i conti con stress, malessere, insoddisfazione, apatia, esaurimento delle risorse personali.

La ricerca di Organizzare Italia “Organizzato o disorganizzato, come ti senti?” riporta che su 300 persone intervistate solo 19 dichiarano di vivere serenamente i propri impegni, più del 90% si sente a rischio di perdita di concentrazione, l’85,3% fa fatica a portare a termine gli impegni nei tempi previsti, il 94,6% dice spesso lo farò domani.

Dati che sono trasversali a tutti gli ambiti di vita, compreso quello professionale, e che da un punto di vista emotivo influiscono pesantemente e negativamente sulle giornate e sulla vita delle persone.

L’ambito lavorativo

Se ci addentriamo più nello specifico nell’ambito lavorativo la stessa ricerca ci consegna dati che ci indicano come, e in che misura, la disorganizzazione influisce sulle giornate e sulle emozioni delle persone. Infatti la percezione dell’organizzazione dello spazio di lavoro oscilla da abbastanza a poco organizzato, 251 persone su 300 ammettono di avere più finestre aperte sul desktop e quindi di occuparsi di più cose contemporaneamente, quasi il 50% si sente molto sopraffatto dagli impegni, mentre il 46% dice di essere abbastanza sopraffatto.

È evidente quanto sia diffusa la percezione di un carico di lavoro eccessivo e che il tentativo di gestire la complessità, anche lavorando a più cose in parallelo, generi ansia, frustrazione e mancanza di concentrazione.

Allora come ci si può avvicinare a giornate di lavoro più serene e soddisfacenti?

Innanzitutto mettendo la persona al centro e investendo sulla sua organizzazione personale al fine di incidere sul benessere, sulla produttività e sulla soddisfazione del singolo.

La disorganizzazione, i dati della ricerca lo hanno confermato, ha una potenza emotiva devastante che genera malessere, inquietudine, stress, caos mentale, frustrazione. Sinonimo di disorganizzazione diventa quindi la dispersione, ovvero spreco di tempo, di energie, di risorse, e le conseguenze sono la scarsa produttività e l’inefficacia delle attività messe in campo. Iniziando, invece, a misurare il grado di organizzazione personale la dispersione può esser ridotta e con essa il malessere e il caos che vi ruotano attorno e che indeboliscono la persona e il progetto.

Lo strumento

Organizzare Italia ha messo a punto uno strumento di valutazione che misura lo ’stile organizzativo della persona’ che lavora in azienda rispetto alla gestione delle risorse personali di tempo, spazio, energie, attenzione.

È uno strumento utile al singolo che vuole conoscere il suo grado di organizzazione ma anche all’azienda per comprendere se la disorganizzazione personale rappresenta un costo in termini individuali e aziendali. Lo strumento è in grado di fornire grafici e proiezioni che mostrano lo stato dell’organizzazione in azienda mettendo in rilievo i punti critici su cui andare ad agire.

L’intervento formativo

L’organizzazione personale in ambito lavorativo e aziendale è troppo spesso lasciata al caso e spesso si danno per scontate abilità e competenze che invece non lo sono. Dopo aver fatto un check up dello stile organizzativo della propria azienda, alcuni interventi formativi personalizzati rappresentano il passo successivo da intraprendere per dare una risposta all’esigenza organizzativa emersa. Migliorare l’organizzazione personale infatti aiuta ad avere relazioni lavorative facilitate, a semplificare le attività giornaliere, a condividere proficuamente gli spazi e i tempi di lavoro. Allora perché non cominciare a sperimentare cosa significa condividere uno spazio di lavoro organizzato? O imparare ad usare in maniera strategica uno strumento prezioso come l’email? O a capire come impostare proficuamente una riunione? Percorsi formativi in cui l’organizzazione personale è fatta oggetto di insegnamento a sostegno di attività quotidiane fondamentali e determinanti per il conseguimento degli obiettivi professionali.

Fabiola Giov Angelo

Fabiola Giov Angelo

Vivo a Tivoli, in provincia di Roma, con un marito fiorentino. Ho compiuto studi di sociologia, comunicazione e organizzazione, che sono da sempre le mie passioni e sono diventate poi la mia vita. Mi piace molto leggere e viaggiare. Adoro guardare e riguardare le commedie d'amore. Mi piacciono le persone, i fiori e le parole. Non sono una sportiva, ma amo camminare ascoltando la musica. Sarei una donna persa senza il navigatore e triste senza cioccolato fondente. Il mio motto: tutto si può fare!

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