Amore a prima vista. La mia storia

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I fratelli Collyer

La prima volta che ho sentito parlare di disturbo da accumulo è stato nel 2009, durante un viaggio a New York. Passeggiando nella zona nord di Central Park, mi sono ritrovata davanti ad un piccolissimo parco, recintato, con l’insegna “Collyer Brothers Park”. La mia amica americana mi ha quindi raccontato la storia di questi due celebri fratelli, aristocratici newyorchesi, vissuti a cavallo tra il 19 e il 20 secolo, trovati morti sepolti in casa.

Oggi, al posto di quella casa, che nel 1947 conteneva 140 tonnellate di rifiuti e oggetti di ogni tipo (uno per tutti 14 pianoforti e 2 automobili) c’è il piccolo parco.

Qualche giorno dopo, ho iniziato a cercare online qualche informazione in più, e li ho capito che quell’episodio del 1900 non era affatto un episodio isolato, ma che il disturbo da accumulo era una patologia molto diffusa e soprattutto studiata da molti anni.

Ho iniziato a leggere tutto quello che trovavo: articoli, interviste, libri… Di ricerca in ricerca ho trovato il Dott. Alessandro Marcengo – unico italiano iscritto all’International OCD Foundation, specializzato in disturbo da accumulo e con lui ho iniziato un percorso di formazione.

Amore a prima vista

La mia relazione con l’accumulo e con la disorganizzazione cronica è stato “amore a prima vista”.

Fino ad allora non avevo mai avuto una relazione diretta con l’accumulo: nessuno tra i miei amici o familiari o anche conoscenti poteva essere definito tale. Iniziando a far domande e cercando di far venir fuori l’argomento durante conversazioni che niente avevano a che fare con l’accumulo, ho scoperto che il fenomeno era presente e anche riconosciuto, ma  considerato più una stranezza della persona che un vero problema.

La sottovalutazione degli effetti e dell’incidenza della disorganizzazione e dell’accumulo sulla qualità di vita delle persone è stato il motore che mi ha portato ad approfondire e cercare di divulgare – su chi fa il professional organizer e su chi viene a contatto con il disturbo – la gravità e attualità del problema.

Sono iscritta all’ICD – unico istituto che forma professional organizer su disorganizzazione cronica e disturbo da accumulo – e grazie al percorso di certificazione, ho iniziato ad avere strumenti e informazioni che hanno un solo obiettivo: aiutare le persone a riconoscere il loro stato e iniziare un percorso di cambiamento: lungo, faticoso, a volte impossibile, a volte intermittente, con dei risvolti e dei risultati a volte insperati.

Il corso sul disturbo da accumulo per Professional Organizer

Lavorare in questo ambito – per un professional organizer – è sicuramente una sfida, ma è estremamente gratificante, anche se l’argomento va affrontato con cautela e conoscenza. È per questo che ho realizzato il Corso sul disturbo da accumulo: per aiutare tutti i P.O. che desiderano lavorare con la disorganizzazione cronica e il disturbo da accumulo a poter riconoscere e conoscere le differenze, le caratteristiche, contorni e confini di un disturbo molto complesso.

Irene Novello

Irene Novello

Da bambina passavo ore a districare le matassine di filo e i gomitoli di lana che mia nonna usava per ricamare. Con molta pazienza, cercando di sciogliere i nodi – uno alla volta – e riavvolgendo i fili in tante palline colorate, pronte per essere di nuovo usate. Crescendo, ho iniziato ad osservare le case dove le persone vivono, spiando a volte dalle finestre socchiuse: ne ho viste di bellissime (dove sarei voluta entrare subito) e altre dove avrei voluto bussare e offrire il mio aiuto per andare a ritrovare quell’armonia che si era nascosta sotto alla troppa polvere. Adesso, aiuto le persone a riprendersi cura della propria casa, a circondarsi delle cose che amano, a ritrovare il piacere di avere ospiti, orgogliosi di mostrare la loro casa accogliente, armoniosa e (ovviamente) organizzata!

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