Corso propedeutico per P.O.: intervista alla partecipante Enrica Pastorino

Intervista a Enrica Pastorino, ha frequentato il corso propedeutico a Roma il 22 e 23 settembre 2018

Perché e come ti sei avvicinata alla professione del Professional Organizer?

Da sempre credo di avere una naturale predisposizione per l’ordine e per l’organizzazione degli spazi, accompagnata da un vero proprio piacere, una soddisfazione, nello svolgere queste attività di ‘riordino’ nei vari settori della mia vita. Già da piccola sistemavo alla perfezione giochi e vestiti di Barbie, e tenevo con grande cura il mio materiale scolastico… Successivamente questa inclinazione è stata spostata sull’organizzazione della mia professione di avvocato, praticata per più di dieci anni, e naturalmente della mia casa e della famiglia. Diciamo che dentro di me ho sempre avuto l’idea di poter trasformare questa ‘passione’ in un lavoro: così mi sono informata tramite letture ed internet, scoprendo che effettivamente le attività di organizzazione e riordino in tutti i campi della vita potevano avere un valore e che la professione di PO si stava affermando un po’ in tutto il mondo. Da qui, la ricerca di un’organizzazione, una struttura di riferimento che potesse aiutare e fornire supporto a chi voleva intraprendere questa professione e dunque la scoperta di APOI.

Cosa cercavi frequentando il corso propedeutico?

Fondamentalmente volevo cercare di capire quale fosse al momento ‘lo stato dell’arte’ di questa professione: come fosse nata, come si stesse sviluppando, quali i campi d’azione e chi gravitasse intorno a questo mondo. Volevo comprendere se quello dei PO e dei potenziali clienti potesse essere un ambiente lavorativamente stimolante e piacevole. Infine rendermi conto di quali fossero le possibili difficoltà dell’abbracciare la professione e dunque se sarei stata in grado di svolgere questo lavoro.

Cosa hai trovato rispetto a ciò che ti aspettavi? E cosa non ti aspettavi?

Ho trovato tanto! Persone piacevoli e preparate, stimoli nuovi e molte delle risposte alle mie domande. Il corso propedeutico è una ‘full immersion’ nel mondo dei PO, nel quale si cerca di dare al partecipante una panoramica generale sui temi legati al mondo dell’organizzazione professionale. Gli argomenti sono tantissimi: le teorie e i testi base del PO, l’importanza dei social, i profili commerciali, pubblicitari, fiscali… veramente tante informazioni! Certo sono due giorni impegnativi, però almeno nel mio caso, la vivacità della docente e degli altri partecipanti li hanno resi molto piacevoli e stimolanti. Non avevo delle aspettative precise rispetto al corso, ma ero certa che potesse essere un punto di partenza per chi vuole dedicarsi a questa strada, come effettivamente è stato.

Qual è stata la cosa che ti ha colpito di più durante il corso?

Sono sincera, la cosa che mi ha più colpito, sorprendendomi piacevolmente, è stata la professionalità della docente e delle altre P.O. intervistate via Skype durante lo svolgimento del corso propedeutico. Molte delle persone che svolgono questa attività hanno alle spalle delle esperienze professionali e delle carriere di tutto rispetto; hanno spesso una competenza e una formazione estremamente solide, e questo ha rappresentato per me un grande valore aggiunto e un punto a favore nella mia valutazione del corso.  

A cosa ti è servito il corso? Cosa ti sei ‘portata a casa’ dall’esperienza?

Il corso mi è servito ad aprire una finestra sulla possibilità di iniziare il lavoro di PO, facendomi rendere conto di quali obiettivi sono più alla mia portata e quali potranno essere invece le difficoltà. Dunque ho portato a casa fondamentalmente molti argomenti su cui ponderare sia a livello personale che professionale. Il clima molto disteso e rilassato che si è creato in aula ha dato modo a tutti noi partecipanti anche di parlare dei nostri profili individuali e dunque di fare di questa esperienza un momento di indagine e riflessione interiore.

Come credi che il corso abbia influenzato la tua idea di intraprendere la professione?

Mi ha fatto rendere conto che le inclinazioni e la predisposizione personale sono sicuramente significativi nell’idea di voler diventare un PO, ma anche che si tratta di una professione a tutti gli effetti, e richiede quindi studio, applicazione, esperienza. Si tratta di un percorso senz’altro entusiasmante, ma non totalmente privo di difficoltà. D’altro canto, condividere le esperienze di altri PO, con esperienze pregresse e un background anche simile al mio, mi ha dato un certo slancio e fiducia nella possibilità di fare della mia passione un vero e proprio lavoro.

Come ti vedi in futuro rispetto all’idea del PO?

Per quanto riguarda la mia personale esperienza credo che se volessi rimettermi in gioco professionalmente questo sarebbe il lavoro per me. Al momento mi dedicherò a leggere ed approfondire, valutare come e quando fare ulteriori corsi di approfondimento, e iniziare ad accumulare esperienze in questo campo. Sto pensando a come potrebbe essere il mio sito, a come far conoscere questo lavoro nella mia cerchia di conoscenze, a ‘fare esperimenti’ di riordino e riorganizzazione per capire come potrebbe essere valutato il mio apporto. Sicuramente sento di aver necessità di basi più solide per ‘lanciarmi’ seriamente in questa avventura, ma il pensiero di volerlo fare si sta insinuando sempre più deciso. Da questo punto di vista, il corso e la conoscenza di persone come Francesca Pansadoro, Sabrina Toscani e Fabiola Di Giov Angelo mi hanno molto ‘smosso’ e stimolato!

In generale sei stata soddisfatta del corso? Lo consiglieresti?

Per tutti i motivi sopra espressi, consiglierei vivamente il corso a chi sente nelle sue corde il sacro fuoco del riordino! È in ogni caso un’esperienza piacevole e divertente, un’occasione di conoscenza di argomenti e persone nuove, un momento di riflessione personale. Per chi è già più deciso e motivato a intraprendere la professione, direi una tappa obbligata per comprendere gioie e dolori di questo lavoro.

Enrica Pastorino, partecipante al corso propedeutico per Professional Organizer a Roma, nel 2018

Sabrina Toscani

Sabrina Toscani

Mi piace la semplicità, coltivo l’essenzialità, provo a evitare il superfluo, mi sforzo di concentrarmi su ciò che è importante per me. Mi applico con serietà e rido con facilità, adoro l’ironia e credo che in fondo tutto sia un gioco. Penso che le regole e la disciplina facilitino la vita e che il rispetto e la determinazione aiutino a raggiungere gli obiettivi. Ammiro le persone spontanee e autentiche, mi emoziono per tante cose, ma soprattutto al sorriso dei miei figli.

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