Cos’è e come si tratta il disturbo d’accumulo?

Accumulatori seriali, Sepolti in Casa… Negli ultimi anni la televisione ha avuto il gran merito di farci conoscere il disturbo da accumulo; fenomeno che però non deve rimanere solo nell’ambito della spettacolarizzazione o del disagio da reality. Il disturbo da accumulo esiste, è reale. Dal 2013 è stato riconosciuto come disturbo mentale dall’Oms (mentre prima era considerato solo un sintomo del disturbo ossessivo-compulsivo). Ed è più diffuso di quanto pensiamo: nel nostro paese, le stime ci parlano di percentuali tra il 2-5% di persone tra la popolazione che ne sono affette in varia misura. Molto probabilmente in realtà sono di più: molti infatti non ammettono di avere questo problema e studi ufficiali non ne sono stati fatti.

UN DRAMMA FINORA NASCOSTO
Cosa succede a queste persone? A differenza degli Stati Uniti, dove il fenomeno è emerso e riconosciuto, in Italia spesso vivono nell’indifferenza, o meglio nell’ignoranza altrui, dovuta alla vergogna e a fattori culturali, fino al momento in cui un incendio, odori strani, problemi strutturali dell’edificio o un altro tipo di incidente non porta agli onori della cronaca la loro drammatica situazione; i casi venuti a galla ci parlano poi di storie di estrema solitudine, di perdita degli affetti e del lavoro, di indifferenza o impotenza delle istituzioni.
Ora però qualcosa sta cambiando: negli ultimi anni il riconoscimento del disturbo ha fatto moltiplicare gli studi in questo ambito e sono sempre di più gli psicologi e gli psicoterapeuti che vi hanno dedicato attenzione. Nelle grandi città anche le istituzioni stanno diventando sensibili al problema, in quanto, naturalmente, comporta costi sociali molto alti: basti pensare agli sgomberi coatti, agli interventi di sanificazione e di messa in sicurezza, al tempo dedicato dagli assistenti sociali.

IL PROTOCOLLO TRA APOI E IL COMUNE DI BOLOGNA
Apoi (Associazione Professional Organizer Italia) ha raccolto il frutto di questo fermento, stipulando con il Comune di Bologna un protocollo per iniziare a progettare una consuetudine di trattamento di questi casi. Si tratta del primo passo nella costruzione di una rete tra professional organizer, istituzioni, assistenti sociali e terapeuti, ovvero di una task force che sia in condizioni di intervenire, sensibilizzare, fare prevenzione. In particolar modo, il protocollo prevede come primo passo l’organizzazione di un ciclo di serate informative nei diversi quartieri della città, la prima delle quali sarà il prossimo 13 novembre.

L’ATTIVITÀ DI ORGANIZZARE ITALIA
Noi di Organizzare Italia, dal canto nostro, contribuiamo alla divulgazione della conoscenza del disturbo da accumulo realizzando percorsi di formazione dedicati agli operatori del settore. Finora sono stati realizzati un corso base tenuto da Irene Novello (la capofila dei professional organizer specializzati nel trattare il disturbo d’accumulo) e un corso avanzato tenuto dal Dottor Alessandro Marcengo del ​Centro Clinico Crocetta di Torino​, uno dei pochi centri in Italia specializzato nella cura di questa patologia.
Inoltre supportiamo le persone che intendono affrontare la loro disorganizzazione cronica: con l’aiuto di Professional Organizer formati e specializzati, si impara ad affrontare e ad eliminare la confusione fisica e mentale da cui ci si sente sopraffatti.
Se pensi di avere un problema legato alla disorganizzazione cronica o al disturbo d’accumulo, o che lo possa avere qualche tuo familiare, contattaci, il team di Organizzare Italia è a tua disposizione!

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