Come organizzare il viaggio ideale

Il viaggio si può affrontare in due modi, da turista o da viaggiatore. Prerogativa del viaggiatore è organizzarsi tempo prima per vivere al meglio un’esperienza che sarà certamente un arricchimento culturale e umano.
Il viaggiatore è interessato alle persone, agli usi e costumi, ai rituali, alla quotidianità e vive il viaggio come un’esperienza di crescita personale, andando alla ricerca di tutto ciò che non trova scritto su una guida! Il viaggiatore è attento agli altri, chiede informazioni, parla con la gente, è curioso, si sente un esploratore, per il viaggiatore tutto è scoperta.

Il Professional Organizer è consapevole del valore del cambiamento e l’occasione del viaggio è ideale per sperimentare come abbandonare le proprie abitudini e crearne di nuove, adattandosi in breve tempo al nuovo, dettato spesso dalla cultura che si va a scoprire.

Scegliere la meta è il momento fondamentale, si fa una ricerca personale dettata dalle proprie caratteristiche umane e dai gusti o le intenzioni… io personalmente viaggio spesso verso paesi in cui conosco qualcuno, un amico, un conoscente, qualcuno che mi possa aiutare a vivere intensamente la nuova realtà.

Oggi con le nuove tecnologie e la comunicazione virtuale si può entrare in chat legate al viaggio in cui si possono rubare consigli da chi il paese lo ha già visitato o addirittura ci vive!  

Quindi la prima cosa da mettere in valigia è la curiosità!

Vademecum per organizzare il “viaggio ideale”

L’organizzazione (in ogni ambito) è uno strumento flessibile. Da un lato serve per avere una certa lucidità, ottimizzare il tempo (soprattutto se scarso) e rivedere i piani alla luce degli imprevisti piacevoli, affrontandoli senza stress e cogliendo le nuove opportunità. Se si è organizzati si permette alle proprie emozioni di fluire in modo più piacevole e godere della nuova avventura e delle sensazioni e suggestioni che ne scaturiscono. Organizzare un viaggio non vuol dire fare un viaggio organizzato. 

PRIMA DI PARTIRE 

1. Con la lettura scatta la ricerca:

Prima di partire amo andare in libreria, non solo per cercare la guida più adatta ma anche per comprare dei romanzi che mi facciano entrare nell’atmosfera del luogo in cui sto per andare, scegliendo autori o storie legate al paese che mi attende. È un bellissimo modo di viaggiare con il pensiero, prima che fisicamente. Oggi per alleggerire il peso, consiglio di scaricare sul proprio ebook i titoli prescelti.

Inoltre la lettura ci permette di conoscere gli usi e costumi del luogo. Mi piace capire cosa è “educato” o “maleducato” nel paese in cui sto per recarmi e mi piace modificare i miei comportamenti nel rispetto della cultura che mi sta accogliendo.

2. Casa, albergo o B&B?

Scegliere di stare in una casa piuttosto che in un albergo, (ci sono offerte molto convenienti o addirittura scambi case) mi permette di entrare da subito nella nuova cultura e di conoscere le persone del luogo. Si è veramente meno turisti e più viaggiatori!

4. Pianificare il giro:

Dopo aver letto la guida e navigato su vari siti è obbligatorio il passaggio alla mappa per individuare i punti di interesse e immaginare un potenziale giro. L’organizzazione fatta a monte ci permette di non aver timore di aver tralasciato qualcosa, ma al tempo stesso non lascia spazio all’ansia e ci rende paradossalmente più flessibili. Ho notato che disattendere un piano mi fa vedere più cose e vivere più esperienze rispetto a non avere piani.

Oggi esistono delle fantastiche App (Staycom travel city guides) che ci permettono di scegliere i luoghi da visitare ed una volta raggiunta la destinazione del viaggio usare la stessa app come la mappa che ci indica come raggiungerli. 

5. Una check list aiuta sempre

Giorni prima comincio a buttare giù una lista di cose che penso debbano seguirmi nel viaggio. Dai vestiti, alla macchina fotografica, libro di lettura, guida, necessaire, carica batteria, tutto quello che mi servirà. La lista mi aiuta a liberare la mente ed affrontare la valigia nel modo più corretto. Ricordiamoci che vogliamo viaggiare leggeri e con le cose di cui veramente abbiamo bisogno.

6. Come impostare la valigia e cosa non può mancare.

La prima cosa da fare è controllare il meteo e considerare le occasioni che affronteremo. Ad esempio andremo all’opera o faremo un campeggio? Andremo in ristoranti di lusso o faremo pic-nic nel verde? La prima regola è viaggiare leggeri! Per far ciò suggerisco di mettere tutti i vestiti prescelti sul letto in modo da accoppiare i vari capi tra loro e con le scarpe, ricordiamoci che proprio queste ultime sono quelle che prendono più posto in valigia, ancora una volta, quindi poche, comode ed adatte al meteo! Il Tetris della scarpa è fondamentale, usare due sacchetti distinti invece che uno, aiuta ad incastrarle e a sfruttare al meglio gli spazi.

Io preferisco avere uno spazzolino da denti dedicato (e un deodorante) e non utilizzare quello che uso a casa, così posso chiudere la valigia la sera prima, senza doverla tenere aperta per mettere il beauty all’ultimo momento. 

Vi sono vari modi di piegare i vestiti, ma sicuramente per sfruttare al meglio i lati lunghi e corti della valigia funziona il metodo dell’arrotolare che va benissimo ad esempio per le magliette.

Per la biancheria intima mi piace avere un sacchetto apposito ma è anche vero che prende più posto, quindi dipende dalla lunghezza del viaggio e dalla capienza della valigia.  

Un oggetto che porto sempre è una borsa ripiegata che può essere utile per riportare del bagaglio a mano (una volta ho portato 40 bicchieri dal Marocco)

AL RIENTRO

8. Cosa mi porta a casa?

Un P.O. sa di voler vivere leggero… quindi invece di comprare souvenir che prenderanno polvere e spazio in casa, preferisco riportare dal viaggio un oggetto che posso usare tutti i giorni nella mia quotidianità, o del cibo appena scoperto.
È bene non riportare oggetti o futuro ciarpame, ma ricordi e nuove abitudini che ci tengono legati a quella esperienza. Anche per questo dopo un viaggio ci si sente diversi e arricchiti!

9. Suddividere le foto

Nell’era della digitalizzazione le immagini sono aumentate in modo esponenziale e in qualche modo hanno cominciato ad avere anche meno valore! Un tempo portare il rullino a sviluppare appena rientrati dal viaggio era una gioia ed un’attesa speciale. Oggi si tende a disperdere le tante immagini che abbiamo raccolto. La prima cosa che faccio per evitare questo è proprio quella di suddividere le immagini scaricate e metterle in apposite cartelle, pronte per creare i miei album digitali.

10. Consigli utili

Salvare le liste “standard” in modo tale da poterle usare di nuovo in situazioni simili (lista mare, montagna, terme, set base, ecc…). Ricordarsi di implementare la lista anche dopo l’evento se ci siamo accorti che avevamo dimenticato qualcosa, così la prossima volta saremo più preparati.

11. Consiglio finale

Non abbiate la frenesia di “voler vedere tutto”, anzi… ripartite da un posto sapendo che avete lasciato qualcosa da fare/vedere, è una buona scusa per poterci tornare! E il vero viaggiatore torna sempre nei luoghi che ha amato!

Francesca Pansadoro

Francesca Pansadoro

Vivo a Roma ma mi sento una cittadina del mondo, ho un compagno con cui ho uno splendido bambino, il regalo più bello! La mia curiosità verso l’essere umano mi ha portato in modo naturale e spontaneo verso il Professional Organizing, la mia esperienza nel mondo del design e della comunicazione e la mia capacità empatica sono gli ingredienti preziosi per fare al meglio questo lavoro che amo molto. Amo l’arte, i libri, i film, e condividere con gli amici cari… ma più di ogni altra cosa amo viaggiare e incontrare il nuovo! Chi mi conosce mi descrive come generosa, capace di aiutare gli altri a trovare le migliori soluzioni per migliorare la qualità della loro vita.

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