Mai più senza: in treno e in aereo

L’estate è sicuramente il periodo dell’anno in cui le nostre capacità organizzative vengono messe alla prova: organizzazione delle vacanze, organizzazione del bagaglio e del bagagliaio, organizzazione dei doposcuola, organizzazione degli animali…

Eppure quando arriva il momento di partire, la sensazione di aver dimenticato qualche cosa di fondamentale ci fa dubitare della più precisa organizzatrice!

Intanto vi confesso che a volte succede anche a me: io viaggio moltissimo da sempre, e sono famosa per gli incastri e le valigie che preparo per le varie destinazioni con tanto di etichetta e destinazione, come si vede in questa foto.

Ovviamente c’è una gran bella differenza tra viaggiare per lavoro o per piacere, oltre che il mezzo di trasporto che usiamo: da viaggiatrice, posso dire che preferisco nettamente aereo e treno rispetto alla macchina: si possono fare molte più cose e ci si stanca poco.

Oggi vi parlo dei miei must have durante i viaggi: sono cose che porto sempre con me e che occupano pochissimo spazio:

IN TRENO:

  • tappi per le orecchie:

io uso quelli di cera, e ho una scatolina di Muji per riporli. Non sempre riesco ad andare nella carrozza silenzio e con i tappi mi proteggo da: rumori di notifiche di qualsiasi tipo e suono, video call senza auricolari, telefonate chilometriche (è il caso di dirlo) di affari altrui che spesso sono farciti di cattiverie, gossip e insulti, giochini di bambini – anche quelli con rumore – o letture di libri da parte di genitori che con la loro arte oratoria “ammaliano” tutto il vagone.

Mi proteggo perché io in treno di solito faccio due cose: dormo e studio. E per entrambi ci vuole silenzio e concentrazione.

  • sciarpina anti aria condizionata:

non ci sono le mezze stagioni e anche l’aria condizionata non ha mezze misure. Non è un problema di facile risoluzione e per questo (vi svelo un trucco) faccio una cosa: d’estate scelgo sempre posti non vicini al finestrino, per evitare l’effetto ghiaccio su una parte del corpo. Ovviamente mi porto sempre una pashmina, che ha vari vantaggi: diventa molto piccola e leggera ma essendo di grandi dimensioni può essere usata tipo copertina, si può usare anche come scialle di sera (e quindi evitare di portare una maglia) e il tipo di tessuto la rende un perfetto termoregolatore.

  • acqua e snack:

Ho sempre con me una borraccia: odio la plastica e non essere ecologica. Quindi rinuncio volentieri al freddo da frigo, usando un oggetto molto carino e che sostiene una giusta causa.

Sugli snack il mio consiglio è di non comprare patatine o cose unte, ma portarvi un piccolo contenitore con frutta secca e semi.

  • cuscino da viaggio gonfiabile:

anche questo è indispensabile, per dormire bene ed evitare di ritrovarsi con il collo dolorante e con quell’effetto “caduta” che non ha niente di riposante. Ho poi deciso di acquistare questo perché mi sembra ancora più pratico ed efficace: vi farò sapere.

IN AEREO:

Senza entrare nel dettaglio delle check list dei documenti di viaggio, avere una borsina dedicata tipo questa dove mettere solo passaporto, documenti, telefono e monete ( che sono le cose che dovrete passare all’imbarco) vi dà la possibilità di avere le mani libere e riporre tutto quello che vi occorre in un unico posto.

Sicuramente tappi, cuscino e sciarpa (anche se per i voli lunghi viene data la coperta e spesso anche le calze). Il cibo e l’acqua non si possono portare.

Per esperienza, se imbarcate il bagaglio, mettete sempre nella borsa o zaino che portate in cabina una “comfort bag”: un cambio biancheria, spazzolino e dentifricio (quello di Lush in pastiglie è buonissimo e non ha residuo) salviette detergenti, una crema idratante viso e mani (sotto i 100ml) e deodorante.

Un libro, la mia penna preferita e un notes perché quando si ha “ la testa tra le nuvole”…

Buon viaggio!

Irene Novello

Irene Novello

Da bambina passavo ore a districare le matassine di filo e i gomitoli di lana che mia nonna usava per ricamare. Con molta pazienza, cercando di sciogliere i nodi – uno alla volta – e riavvolgendo i fili in tante palline colorate, pronte per essere di nuovo usate. Crescendo, ho iniziato ad osservare le case dove le persone vivono, spiando a volte dalle finestre socchiuse: ne ho viste di bellissime (dove sarei voluta entrare subito) e altre dove avrei voluto bussare e offrire il mio aiuto per andare a ritrovare quell’armonia che si era nascosta sotto alla troppa polvere. Adesso, aiuto le persone a riprendersi cura della propria casa, a circondarsi delle cose che amano, a ritrovare il piacere di avere ospiti, orgogliosi di mostrare la loro casa accogliente, armoniosa e (ovviamente) organizzata!

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