Una sfida vinta: il menu settimanale

“Come si fa un menu settimanale” è una richiesta che viene spesso fatta ad un PO, e i clienti che iniziano ad usarlo, ne rimangono entusiasti e i messaggio di ringraziamento che arrivano sono sempre del tono: “ mi ha cambiato la vita” “ ma come facevo senza”….

Oggi vi racconto la mia esperienza, di come un menu settimanale può cambiare radicalmente l’umore della giornata.

Ho sempre avuto poca passione per la cucina, nonostante mia mamma sia una bravissima cuoca (alcuni suo piatti dovrebbero essere patrimonio dell’umanità) e mia nonna ancora migliore.

Andare a far la spesa, ma ancor di più decidere cosa mangiare ogni giorno due volte al giorno (mio marito ed io lavoriamo da casa entrambi) mi ha sempre infastidito parecchio. Ultimamente, quando mio marito (che è un ottimo cuoco) spuntava nel mio studio intorno alle 11 con la fatidica domanda: “cosa mangiamo?”, la mia reazione era via via sempre più insofferente.

Guardandomi un attimo dal di fuori, ho deciso di cambiare abitudine: basta lamento, indecisione, spreco di energie e quindi spazio alla pianificazione: il menu settimanale.

Come sono passata da una vita di pasti a caso ad una pianificazione certosina, ma mai maniacale? Con una sfida!

LA SFIDA:

Io e mio marito siamo competitivi il giusto, anche tra di noi. Quindi gli ho proposto di occuparci una settimana a testa di tutto quello che comporta il menu settimanale:

  • scelta dei piatti, partendo da frutta e verdura di stagione
  • pianificare con un semplice planner (qui trovi quelli che mi piacciono)
  • lista della spesa (stiamo usando uno degli ennemila blocknotes che sono in casa)
  • andare a fare la spesa (di solito il lunedì mattina presto)
  • preparare pranzi e cene
  • apparecchiare/sparecchiare
  • lavare i piatti/lavastoviglie

I VANTAGGI? Tanti e inaspettati

Confesso che i benefici di questa nuova abitudine sono stati immediati. E sono stati aspettati e inaspettati:

ASPETTATI:

  • risparmio di tempo: concentrando e pianificando le attività in momenti precisi della giornata, li ho proprio messi in agenda, in modo da non avere più la sensazione di sprecare tempo per fare qualcosa che non mi piace. Non vado varie volte a comprare con conseguente tempo impiegato per vestirmi, andare, fare la fila, tornare. Ma soprattutto, due settimane al mese di totale indifferenza a quello che succede in cucina. Mi presento quando arriva il messaggio “E’ pronto!”, mi siedo e mi gusto il pranzo (mio marito ha decisamente vinto la sfida bontà)
  • risparmio di soldi: avere una lista della spesa fa la differenza perché oltre a sapere cosa devo comprare, so anche cosa non devo comprare perché è già in frigo o in dispensa e non spreco! Fantastico!
  • Perdita di peso: pianificare ti da la possibilità di bilanciare meglio i pasti, ed era quello che volevo, per evitare di mangiare pasta 7 giorni su 7.

INASPETTATI

  • parlando di sfida, ho iniziato ad avere un po’ più cura anche della preparazione della tavola, e ho usato qualche bicchiere carino, una tovaglia nuova…
  • ho scoperto la meraviglia del forno: per risparmiare un po’ di tempo nella preparazione ho iniziato ad usare il forno, questo sconosciuto! Ho scoperto che cuoce anche al vapore (meraviglia) e ho anche imparato qualche ricetta….SUPER
  • Buon umore: confesso che mi sono rilassata e divertita nell’affrontare questa sfida, e la cucina mi piace anche di più

SVANTAGGI (pochissimi)

  • ho comprato radicchio e broccoli in quantità eccessiva (vista la poca esperienza) ma sono stati inseriti nel menu della settimana successiva
  • siamo stati invitati a cena una sera all’ultimo minuto ma avevo già preparato il minestrone (mangiato il giorno dopo)

SUGGERIMENTI PER FAMIGLIE CON RAGAZZI

Una mia amica ha iniziato a farlo in casa sua con i due figli adolescenti che si lamentavano dei pasti, mettendo delle semplici regole. A settimane alternate devono:

  • fare il menu e la lista della spesa
  • cucinare 3 pasti alla settimana
  • deve sempre esserci frutta e verdura
  • apparecchiare/sparecchiare
  • lavare i piatti/lavastoviglie

Lei si occupa di andare a fare la spesa e di cucinare i pasti restanti… pare che stia funzionando.

Immaginate la sensazione di benessere della mia amica?

Irene Novello

Irene Novello

Da bambina passavo ore a districare le matassine di filo e i gomitoli di lana che mia nonna usava per ricamare. Con molta pazienza, cercando di sciogliere i nodi – uno alla volta – e riavvolgendo i fili in tante palline colorate, pronte per essere di nuovo usate. Crescendo, ho iniziato ad osservare le case dove le persone vivono, spiando a volte dalle finestre socchiuse: ne ho viste di bellissime (dove sarei voluta entrare subito) e altre dove avrei voluto bussare e offrire il mio aiuto per andare a ritrovare quell’armonia che si era nascosta sotto alla troppa polvere. Adesso, aiuto le persone a riprendersi cura della propria casa, a circondarsi delle cose che amano, a ritrovare il piacere di avere ospiti, orgogliosi di mostrare la loro casa accogliente, armoniosa e (ovviamente) organizzata!

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