Segreti nell’armadio: cos’è il guardaroba capsula?

Quando ho deciso di scrivere questo post per il blog di Organizzare Italia mi sono detta “beh dai, tutti hanno sentito parlare almeno una volta del guardaroba capsula” quindi mi sono chiesta come fare per rendere questo post interessante per la lettura.

Facendo un po’ di ricerche sul web mi sono resa conto che la maggior parte degli articoli scritti riportavano notizie non propriamente corrette sulla nascita di questa che definirei una strategia che permette di ottimizzare l’armadio ma soprattutto, e questa era l’idea di Susie Faux, una necessità di dare alle donne più fiducia e migliori possibilità, vestendosi in modo più professionale e credibile. 

Ho voluto capire bene chi fosse Susie Faux perché è da lei che è nato tutto. Imprenditrice prima di tutto, leggendo di lei ho scoperto che dagli anni ’70 ha creato un impero e oggi si occupa soprattutto di strategie di vendita.

“Wardrobe”, il suo primo negozio, è stato aperto nel 1973 a Londra per “aiutare le donne a sviluppare il proprio stile e per acquisire più sicurezza”. Una carriera che è continuata sino a farle sviluppare un nuovo concetto di vendita al dettaglio, il cosiddetto “guardaroba capsula”. Si considera una pioniera, ed effettivamente lo è stata, tanto da farle scrivere libri e creare un business consolidato.

Il guardaroba capsula si riferiva ad una “collezione” di capi essenziali di abbigliamento che non sarebbero mai andati fuori moda e che quindi avrebbero potuto essere indossati per più stagioni. L’obiettivo di Susie era quello di aggiornare questa collezione con pezzi stagionali senza dover acquistare molti nuovi abiti.

Con questa idea Susie fece il botto. Donna Karan, stilista americana, nel 1985 pubblicò una collezione di capsule di sette pezzi da lavoro intercambiabili e da lì in poi chiunque abbia un minimo di riconoscibilità ha realizzato una “collezione capsula” che gli ha permesso, in tempi di crisi, di avvicinarsi a consumatori altrimenti irraggiungibili.

Susie suggerisce che il guardaroba di una donna deve contenere almeno 2 paia di pantaloni, un vestito o una gonna, una giacca, un cappotto, una maglia, due paia di scarpe e due borse.

Quali sono le potenzialità di avere una guardaroba di questo tipo in casa?

  • Avere un numero limitato di capi significa dover fare attenzione alla qualità, quindi poche cose ma di una qualità alta e che possano essere perfetti anche dopo anni
  • Ci viene in aiuto nei momenti di difficoltà economica perché consente alle persone di avere un bell’aspetto nonostante il budget limitato
  • Ci permette di essere sempre alla moda, perché se siamo stati bravi abbiamo acquistato prodotti esclusivi usciti in edizione limitata e non ad un prezzo eccessivo (vedi le collaborazioni di stilisti famosi con brand popolari come H&M per edizioni limitate di accessori, scarpe o vestiti)

Per poter creare un guardaroba capsula bisogna mettere in atto una vera e propria strategia, cioè fare un piano. Le regole base per crearlo sono:

  • Scegliere una combinazione di colori basic che possono abbinarsi con tutto, tipo bianco, nero, marrone, blu, tenendo conto anche della carnagione
  • Acquistare borse, scarpe e cappotti nelle tonalità basic scelte
  • Acquistare tagli di abbigliamento che stiano bene con le forme del corpo e che abbiano forme e motivi classici (che non diventino “datati”) così sarà sempre lusinghiero indossarli e non verrà voglia di acquistare altro, visto che il fine del capsule wardrobe è possedere capi per un numero considerevole di anni
  • Creare un wardrobe estivo ed uno invernale

L’idea del guardaroba capsula può essere vista sotto un’altra ottica e utilizzata anche per avere una casa confortevole, funzionale ed organizzata visto che i suoi princìpi fondamentali sono:

  • qualità (dall’arredamento al cibo, meglio poche cose ma di qualità)
  • comodità (per una casa comoda, accogliente ed armoniosa)
  • minimalismo (inteso come stile di vita essenziale senza il superfluo)
  • eleganza (una casa elegante anche se poco ordinata farà comunque bella impressione)
  • budget contenuto (ottimizzazione dei costi)
  • versatilità (spazi che possono diventare altro per necessità)
  • ottimizzazione (perfezionare e migliorare gli spazi per renderli più funzionali)
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