Buoni propositi. Tra il dire e il fare c’è… l’organizzare!

La fine dell’anno è il momento ideale per i bilanci e le valutazioni, per fare progetti e stilare la lista dei buoni propositi. Questi ultimi meritano tutta la nostra cura se non vogliamo vederli naufragare nelle prime settimane dell’anno per cui dovranno essere selezionati e scelti con cura, avviati e seguiti con attenzione e dovranno essere ancorati a scadenze temporali. È importante allora adottare una strategia che sia quella più adatta per trasformare il proposito in realtà.

La prima cosa da fare è operare delle scelte e fare una selezione di propositi: né troppi, né troppo ambiziosi. Sarebbe controproducente, infatti, stabilire obiettivi vaghi e confusi, meglio puntare su concretezza e fattibilità e definire bene il proposito, con chiarezza. Se il numero fosse troppo alto, potremmo incorrere nel rischio di disperdere energie ed attenzione, allora tre o quattro buoni propositi per l’anno nuovo sono un numero già sufficiente attorno al quale focalizzare impegno e attenzione. L’ideale sarebbe diversificarli per ambito di vita, qualcosa che attenga al nostro benessere mentale e fisico, o ad un progetto lavorativo, o anche ad un impegno preso verso qualcuno.

Stabiliti quali sono i nostri propositi un esercizio che può aiutarci è quello di scriverli, magari prendendo un foglio di carta da dividere in quattro, e dedicando a ciascun proposito un quadrante, nel quale scriveremo il proposito e la sua motivazione. Ad esempio se vogliamo dimagrire, perché il proposito di perdere peso rimane in cima alla classifica, scriveremo le motivazioni che sono alla base del nostro proposito di dimagrire: stare meglio, sentirsi più leggeri, tornare ad indossare un abito in particolare o qualunque altra cosa ci spinga a perseguire quel tipo di obiettivo.

Operata questa scelta e fatta la selezione dovremo cominciare a pensare a come arrivare alla realizzazione del nostro proposito. In questo caso si tratterà di colmare una distanza quella che c’è tra il dire e il fare, con piccole e semplici azioni, dettagliate e specificate, che rappresentino il percorso da seguire per arrivare alla meta. Quindi un elenco, passo dopo passo, di azioni pianificate e organizzate che indichino le fasi di attuazione del nostro proposito. Dividere un compito, o un’attività, in tante piccole parti aiuta a sentire di meno il peso di quello che stiamo facendo, permette di focalizzare e produce piccole soddisfazioni che incentivano a proseguire. Una decina di voci per ciascun proposito, e quindi per ciascun quadrante, possono bastare per descrivere passo dopo passo come procedere.

Fondamentale sarà, infine, stabilire le scadenze, date entro le quali portare a termine quella porzione di attività, mettendo in conto anche gli imprevisti, che avremo inserito come eventuali, e che non saranno per questo un ostacolo. Avremo così uno schema grafico, che conterrà scadenze ben precise, attività definite e obiettivi chiari, grazie al quale portare a termine il nostro percorso e attuare il nostro proposito.

Fabiola Giov Angelo

Fabiola Giov Angelo

Vivo a Tivoli, in provincia di Roma, con un marito fiorentino. Ho compiuto studi di sociologia, comunicazione e organizzazione, che sono da sempre le mie passioni e sono diventate poi la mia vita. Mi piace molto leggere e viaggiare. Adoro guardare e riguardare le commedie d'amore. Mi piacciono le persone, i fiori e le parole. Non sono una sportiva, ma amo camminare ascoltando la musica. Sarei una donna persa senza il navigatore e triste senza cioccolato fondente. Il mio motto: tutto si può fare!

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