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Il freelance distratto: rimedi per giornate di lavoro proficue


Ogni freelance sa quanto sia impagabile poter decidere dove e quando lavorare, se sedersi alla propria scrivania o stabilire il proprio ufficio su una panchina nel parco.

Questo pensiero suscita l’invidia di chi lavora in ufficio, che pensa che poter cambiare luogo di lavoro garantisca da solo la facilità e il piacere di dedicarsi alla propria attività.

In parte è vero, ma quello che si sottovaluta è che il freelance subisce molte distrazioni, e poiché non è sempre facile autodisciplinarsi affidandosi alla propria forza di volontà, è fondamentale stabilire delle regole per limitare le interruzioni (interne ed esterne) e creare una routine proficua nelle giornate di lavoro.

Molte di queste distrazioni accomunano il lavoratore dipendente e il freelance.

Ad esempio le telefonate insistenti (con la variante per il freelance del familiare che alle 11 del mattino esordisce con Sei a casa, stai dormendo?  anche se sei alla tua terza ora di lavoro e casa tua é il tuo ufficio) e le notifiche incessanti delle email.

La soluzione migliore in questi casi è quella di disattivare telefono e account di posta per concentrarsi sulla propria attività e richiamare chi ci ha cercato o elaborare le email solo in determinati momenti da noi stabiliti a priori (ad esempio lavoro concentrato un’ora e al termine faccio le telefonate o mi prendo quindici minuti per rispondere e/o scrivere email)

Il libero professionista, però, affronta una serie di distrazioni amplificate dal non avere un “controllore esterno” che impone un rigore e un codice di comportamento. Ecco alcuni esempi e i relativi rimedi.

PIGIAMA & PANTOFOLE

Il freelance che lavora da casa rischia di cedere alla tentazione di lavorare tutto il giorno in pigiama, perché pensa di potersi risparmiare la fase della preparazione ed essere subito operativo. Errore! Stare in pigiama tutto il giorno ci rende poco professionali prima di tutto ai nostri stessi occhi, e poi ci darà l’impressione che sia sempre domenica e che ce la possiamo prendere comoda.

Rimedio: ogni mattina preparasi come se avessimo un appuntamento fuori. Non serve naturalmente vestirsi scomodi, ma meglio scegliere un abbigliamento decoroso che non ci faccia vergognare nel caso di una Skype call improvvisa!

SOCIAL & PROCRASTINAZIONE

“Dai, guardo ancora questo e poi mi ci metto” è la frase che segna l’inizio della fine. I social hanno la capacità di distrarci più di ogni altra cosa e ci fanno rimandare all’infinito l’inizio della nostra giornata lavorativa.

Rimedio: Imponiamoci di guardare le nostre pagine solo in determinati momenti della giornata, ad esempio dopo la pausa pranzo o a metà pomeriggio, e per un periodo limitato di tempo (impostare una sveglia aiuta!). E’ preferibile evitare di farlo come prima cosa al mattino.

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SOVRACCARICO INFORMATIVO

Avere troppe informazioni equivale a non averne perché più informazioni raccogliamo, più ne siamo distratti e più ci allontaniamo dal nostro focus. Anche se stiamo cercando notizie utili per il nostro lavoro, c’è un limite oltre il quale non stiamo più “facendo ricerca” ma ci stiamo perdendo in un mare di informazioni.

Rimedio: Per ogni ricerca darsi un tempo limite e rispettarlo. Le informazioni raccolte fino a quel momento vanno poi valutate e catalogate prima di continuare a cercare, per capire se ci stiamo muovendo nella direzione giusta e se ci manca davvero qualcosa.

COLLEGHI

I freelance che si trovano a condividere lo spazio con altri colleghi freelance sanno che le occasioni per distrarsi dal proprio lavoro sono numerose. Dal caffè alla sigaretta, ogni momento è buono per fare pausa o due chiacchiere. E il lavoro? In standby!

Rimedio: per i piccoli studi è importante trovare un codice condiviso per fare in modo che gli spazi di concentrazione di ognuno siano garantiti, si può decidere di adottare un sistema di segnalazione da mettere in evidenza sulla propria scrivania o sulla propria porta, affinché gli altri sappiano regolarsi di conseguenza.

AMICI

Quando gli orari di lavoro non sono imposti dall’alto, ci si dà alla pazza gioia per la possibilità di incontrarsi con gli amici a pranzo quando si vuole. Quello che doveva essere un incontro breve e piacevole di un’oretta si trasforma immancabilmente in un pranzo di nozze fino a metà pomeriggio. Stanchi e appesantiti torniamo a casa e finché ci rimettiamo all’opera è già sera.

Rimedio: pianificare non più di due pranzi durante la settimana lavorativa, cercare di stare fuori al massimo 2 ore e poi tornare al lavoro. Il pranzo deve servirci come distensione, non deve alimentare i nostri sensi di colpa a fine giornata per aver lavorato poco!

PENSIERI E PREOCCUPAZIONI

Anche se ci siamo impegnati per creare un ambiente confortevole dove concentrarci, è difficile liberarsi completamente dai pensieri che affollano la testa. Possono essere pensieri relativi a lavori fastidiosi (sollecitare un pagamento) o che riguardano la sfera di casa (fare la lavatrice).

Rimedio: segnare i pensieri su un foglietto che terremo accanto a noi per svuotare la mente di tanto in tanto. Poi, in un momento di pausa, riprendiamo in mano la lista e valutiamo cosa possiamo fare. Passare all’azione, pianificare o delegare?

Ci sono giornate in cui siamo distratti e improduttivi, capita e non è il caso di farne un dramma. Però, perché cedere a una (o più) distrazioni non diventi una cattiva abitudine, possiamo allenarci a mettere in pratica almeno un rimedio che funzioni per noi. E se abbiamo ancora bisogno di aiuto, prossimamente vedremo come alcune app possono aiutarci a focalizzare.

Paola Tursi

Ho imparato l'importanza dell'organizzazione quando ero una producer di documentari. Poi ho capito che avrei voluto mettere la mia esperienza a disposizione di chi desidera giornate più chiare e distese. L’ambizione più grande è quella di aiutare a migliorare la qualità della vita e delle relazioni e aumentare produttività e positività. Sono associata APOI dal 2015.

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