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Porsi degli obiettivi, o anche no


In una cultura così impostata al raggiungimento degli obiettivi come quella statunitense si trovano interessanti spunti che vanno in totale serendipità OIcontrotendenza. Parlo di Leo Babauta che dopo una vita spesa a porsi chiari ‘goals’ e a impegnarsi alacremente per raggiungerli ha scelto un’altra strada: vivere senza obiettivi. Non so quanto si tratti di una trovata comunicativa (sicuramente geniale), ma questa teoria ci dà comunque interessanti spunti su cui riflettere.

Babauta, ideatore di Zen Habits, ci introduce ad una giornata completamente “goal-free” cioè senza obiettivi. E assicura che lui si sente molto più libero e, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, raggiunge comunque le cose che vuole raggiungere.

Quella che sembra una proposta azzardata ci vuole sottolineare che dobbiamo lasciare spazio alla serendipità, alle opportunità, alle attività inconsce. Quindi, anche se si ha chiaro ciò che si vuole, si seguono le proprie passioni senza limitarsi a specifici obiettivi.

Leo sostiene che se la persona è troppo focalizzata su un obiettivo futuro rischia di perdersi delle occasioni nel presente, sostiene che siamo naturalmente inclini a darci degli obiettivi nel tempo e quindi possiamo darci la libertà di goderci il momento e di cambiare anche strada per un po’. In questo modo si vive meglio e più appieno il presente.

Inoltre a favore di questo punto di vista vi è la considerazione che se non riesci a raggiungere il tuo obiettivo e non ti sei nemmeno goduto il ‘viaggio’ per arrivarci sarai ancora più amareggiato. Quindi l’obiettivo è uno strumento, ma è a detta di Leo piuttosto irrilevante, quello che conta è come vivi il momento.

A ben vedere quindi anche questo metodo tiene conto degli obiettivi, solo che ci ricorda pure l’importanza della casualità, del cogliere l’opportunità e di prendere la vita come viene. Non male, no?

 

Sabrina Toscani

Fondatrice di Organizzare Italia, co-fondatrice e presidente dell'Associazione Professional Organizers Italia APOI. Sono stata tra i primi ad introdurre il professional organizing in Italia, ho creato il primo ente di formazione per Professional Organizers e sono autrice del primo libro italiano del settore, edito da Mondadori.

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