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Essere o non essere sempre in ritardo …


Il Wall Street Journal qualche giorno fa ha pubblicato un articolo dal titolo ‘Sappiamo che sei sempre in ritardo’ dove riporta gli studi di diversi ricercatori che hanno provato a capire come mai, sebbene l’essere in ritardo sia sempre un comportamento giudicato negativamente e spesso sanzionato (anche solo emotivamente), i ritardatari rimangono tali e difficilmente si correggano. Si sono quindi domandati perché ciò accade? Perché continuiamo a arrivare in ritardo pur rischiando di influire negativamente su lavoro e relazioni personali?

non tardare

Intanto, a quanto pare, c’è una ragione genetica: alcune persone nascono con caratteristiche di personalità più frenetica e più focalizzata agli obiettivi, altre persone sono più rilassate … i ritardatari appunto.

In realtà la percezione del tempo è sempre soggettiva e varia molto da individuo a individuo: nei miei seminari spesso chiedo alle persone di chiudere gli occhi e riaprirli solo quando credono sia passato un minuto. Pochi aprono gli occhi alla scadenza dei 60 secondi, la maggioranza li apre prima o dopo, ma tutti in momenti molto diversi. Quindi faccio molto fatica a definire due diverse personalità, i puntuali e i ritardatari, vedo invece tante sfumature. Tanti modi diversi di porsi rispetto al tempo e tante variabili (per esempio non ci accorgiamo del tempo che passa se un’attività ci piace, se invece siamo stanchi il tempo sembra dilatarsi molto …).

Ora tralasciando le patologie a cui l’articolo del Wall Street Journal fa riferimento, su cui lascerei discutere medici e psicologi qualificati, mi sembra interessante prendere in considerazione ciò che si legge rispetto alla mancanza di impegno organizzativo dei ritardatari.

Tutti possiamo e dobbiamo assumerci la piena responsabilità delle nostre azioni, avere ben chiaro che il nostro ritardo porta ansia e preoccupazione se non a noi sicuramente a chi ci aspetta o attende qualcosa da noi. Lo so che spesso non lo si fa apposta, ciò non toglie che le conseguenze siano comunque sempre spiacevoli.

Quindi dimostriamo a noi stessi e agli altri di essere affidabili e degni di fiducia:

  1. Calcola sempre 15 minuti in più rispetto ai tempi che hai stabilito. Hai un appuntamento? Esci 15 minuti prima di quanto faresti normalmente, stupirai positivamente chi ti aspetta.
  2. Utilizza il calendario. Un solo calendario deve riportare tutti i tuoi impegni, è la struttura della tua giornata. Prima di fissare un appuntamento ricordati di valutare i tempi per gli spostamenti e i tempi per la preparazione ed elaborazione, ed infine aggiungici 15 minuti.
  3. Non fare tutto insieme. Se pretendi di fare tante cose contemporaneamente perderai solo più tempo e commetterai più errori, sforzati di fare una cosa per volta fatta bene (leggi qui un articolo sul multitasking).
  4. Non essere troppo ottimista sulle quantità di cose che puoi fare o impegni che puoi prendere al giorno, prova a toglierne qualcuno fin da subito.

 

Sabrina Toscani

Fondatrice di Organizzare Italia, co-fondatrice e presidente dell'Associazione Professional Organizers Italia APOI. Sono stata tra i primi ad introdurre il professional organizing in Italia, ho creato il primo ente di formazione per Professional Organizers e sono autrice del primo libro italiano del settore, edito da Mondadori.

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