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Lavoro da casa e flessibilità


Il tuo lavoro è flessibile? 

Quante volte vi è capitato di sentir dire da titolari di aziende, capi, ma anche da colleghi, amici, familiari che lavorare da casa è di serie B, che “non è possibile” lavorare da casa, che “non è la stessa cosa”? In molti casi addirittura il televoro o lavoro flessibile, pur essendo riconosciuto dalla legge, viene classificato anche a livello contrattuale, per scelta aziendale, diversamente e quindi via libera a contratti precari come i contratti a progetto, le finte partite iva, etc.

Ma il tuo lavoro ti permetterebbe di lavorare ovunque oltre che in ufficio?

Ecco alcune domande che dovresti porti per proporre al tuo capo un lavoro flessibile.

Quante ore del tuo lavoro potresti svolgere anche fuori dall’ufficio? 1 giorno, due giorni?


Cosa ti serve solitamente per lavorare in maniera efficiente e produttiva?

T i bastano un computer, un pacchetto office o un pacchetto adobe, un telefono, un fax, una stampante?

Se ti servono solo questi strumenti e pensi di poter fare almeno 1 giorno o due a settimana fuori ufficio è giunto il momento di chiederlo al tuo capo.

Nell’accordo potresti chiaramente spiegare che, nel caso in cui i compiti a te assegnati non venissero da te eseguiti con efficienza, ritorneresti con facilità al lavoro in ufficio. Garantiresti comunque la presenza a tutte le riunioni o incontri veramente importanti e produttivi.

Probabilmente lavorando in un luogo alternativo all’ufficio pensi di perdere alcuni aspetti importanti della vita d’ufficio: la chiacchera e il pettegolezzo alla macchinetta del caffè,  le riunioni, i pranzi tra colleghi, le inutili perdite di tempo?

Dipende dalla tipologia di lavoro che svolgi ovviamente, ma se tu avessi il lavoro flessibile, potresti andare in ufficio solo quando ce n’è realmente bisogno e ci andresti con piacere, non lamentandoti in continuazione sulla strada da fare, o criticando senza ragione colleghi e capi.

Vi ho convinto?

Ora dobbiamo convincere i vostri capi? 🙂 Di questo ne parliamo nel prossimo post.

Una lettura interessante potrebbe essere quella del libro di William Higgins “Confessions of a virtual employee”.

Consiglio anche il seguente articolo uscito sulla 27esima ora.

Sabrina Toscani

Fondatrice di Organizzare Italia, co-fondatrice e presidente dell'Associazione Professional Organizers Italia APOI. Sono stata tra i primi ad introdurre il professional organizing in Italia, ho creato il primo ente di formazione per Professional Organizers e sono autrice del primo libro italiano del settore, edito da Mondadori.

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